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venerdì 17 novembre 2017

La taverna degli amici


Where: La taverna degli amici, Via Spartaco, 4, 20135 Milano,
Who: Sara, Antonio, Silvia e Ema
What: una mangiata di carne
Why: cenetta in compagnia
Oggi i Gastronauti vi raccontano di un posticino scoperto un po’ per caso. Chiacchierando con un amico è stato nominato questo ristorante che non conoscevo, e ho voluto proporlo ai nostri compagni di forchetta ufficiali Silvia e Ema.
Il locale è molto alla buona, ma comunque arredato con cura. E’ il classico ristorante dove il proprietario e tutto lo staff sono molto gentili e accoglienti, è arredato con panche e tavoli di legno che danno una sensazione di calore. Il ristorante è suddiviso su più piani e sale, anche di grandi dimensioni, si presta quindi bene anche a tavolate di amici.
Arrivato il menù abbiamo impiegato un po’ di tempo a scegliere data la grande varietà presente. Ci era stato detto che la carta vincente è la carne. Abbiamo quindi preferito cominciare dividendoci solo una selezione di sei tipi di formaggi per lasciare spazio al piatto forte. I formaggi erano tutti molto buoni, da quelli più delicati ai più saporiti.

Abbiamo poi proseguito con strade diverse, Ema ha preferito assaggiare un primo e tralasciare la carne, ha quindi provato i ferretti con sugo e ‘nduja. Un piatto molto saporito, condito in abbondanza che l’ha soddisfatto, ha fatto una scarpetta molto accurata J


Io e Silvia abbiamo scelto un filetto di scottona chiedendo una media cottura e accompagnandolo con un’insalata di pomodori, cipolla di tropea e origano. La carne era tenerissima, la cottura giusta e di ottimo sapore.


Antonio ha proferito una costata bavarese, la consistenza era ovviamente più dura del filetto e anche il sapore più deciso. Lui ha scelto un contorno di semplici verdure grigliate. Anche la sua scelta l’ha soddisfatto.

Ci siamo lasciati uno spazietto per il dolce, ne abbiamo presi 3 da dividerci in 4, un tiramisù, una torta cioccolato e pistacchio e una cioccolato e lampone. Le fette sono molto abbondanti quindi sono risultate un po’ impegnative ora della fine.

Abbiamo concluso con i caffè e ci sono stati gentilmente offerti gli amari.

Gastronauti’s tips & tricks: pur essendo un locale alla buona, la qualità della carne è davvero ottima. Il mio consiglio è di concentrarvi solo su quella, e tralasciare piuttosto antipasti e dolci. Noi con un antipasto diviso in 4 e il piatto principale di carne eravamo sazi! Il prezzo è onesto soprattutto rapportato alla qualità della carne, per quello che vi ho descritto abbiamo speso 65€ a coppia. Poi non so voi, ma i locali che offrono gli amari per me già guadagnano punti! DA PROVARE? Il Gastronauta dice “se volete fare una cena con amici in tranquillità mangiando dell’ottima carne sapete dove andare!”

mercoledì 8 novembre 2017

Un assaggio di Filippine a Milano

Where: YUM - Taste of Philippines, Viale Coni Zugna 44, 20144 Milano
Who: Sara e Irene
What: cucina filippina

Ciao Gastronauti, oggi vi racconto di una cena un po’ esotica che solo la mitica Irene poteva accettare di provare con me. Siamo da YUM in Coni Zugna a Milano. Il locale è piccolino e arredato in maniera minimal ma molto elegante, sbirciando dalla vetrina infatti, si ha proprio l’idea di un posto molto curato.


Eravamo curiose di provare questa cucina in quanto entrambe appassionate di cucina orientale e già a guardare il menù siamo rimaste molto incuriosite. Abbiamo scelto di ordinare diversi piatti così da poterci dividere tutto. Siamo partite da due antipasti:


Misto di verdure filippine in pastella, accompagnate da salsa di arachidi e latte di cocco. La frittura era ben eseguita e la salsina accompagnava bene il fritto.


Involtini fritti con un mix di verdure, germogli di soia e trito di suino. La carne all’interno aveva davvero un sapore squisito, intenso e saporito.
Abbiamo scelto poi di dividerci un primo ed un secondo. Sul primo eravamo indecise se provare la ciotola di riso o i pansit, la pasta tipica della filippine, alla fine bbiamo optato per quest’ultima. Abbiamo preso la variante all’uovo con verdure miste e trito di maiale. Questo piatto è risultato un pochino tropo delicato per i nostri gusti, mancava un po’ di sapore.


Per il secondo abbiamo scelto delle puntine di maiale in aceto di sidro di mele e salsa di soia. La carne era tenerissima e condita molto bene. Piatto promosso!


Abbiamo proseguito con un dolcino, una Ube Mango Cheesecake fatta con patate viola e accompagnata da una glassa di mango e una sorta di panna cotta al limone con una salsa anch’essa al limone. Entrambi molto buoni, a nostro gusto abbiamo preferito la cheesecake.



Noi abbiamo scelto di accompagnare la cena con una birra delle filippine, la Red Horse Beer.

Gastronauti’s tips & tricks: la cena ci ha davvero impressionato in positivo. Sono sapori in parte noti se vi è già capitato di mangiare cibo cinese o thailandese, ma il fritto risulta più leggero e i condimenti non erano sapori conosciuti, inoltre i dolci sono stati una vera sorpresa! L’unico neo è rappresentato dalla dimensione del locale, essendo piccolo una volta riempito, risulta molto rumoroso. I prezzi sono assolutamente modici, per quello che vi ho descritto abbiamo speso 52€ in due. DA PROVARE? Il Gastronauta dice “Se avete voglia di provare una cucina un po’esotica vi consiglio di iniziare da YUM, dove la cortesia è di casa.”

mercoledì 1 novembre 2017

Cominciamo… Da Zero

Where: Da Zero, Via Bernardino Luini, 9, 20123 Milano
Who: Sara & Anto, Teo & Martina
What: Pizza

Ciao Gastronauti, oggi vi vogliamo parlare di una pizzeria che sta spopolando a Milano, potevamo non provarla anche noi? Quindi eccoci un sabato sera qualunque io, Antonio e i nostri fidi compari di pizze, Teo e Martina che prenotiamo da Zero.
Nonostante la prenotazione c’è stata comunque un po’ d’attesa, ricompensata con due birre gentilmente offerte dalla casa. Il locale è molto bello a mio parere, luminoso, tavoli comodi e non appiccicati e molto curato nella sua semplicità.


Abbiamo deciso di partire con dei fritti come antipasto, abbiamo ordinato una montanara (pizza fritta) da dividerci e abbiamo poi chiesto un mix di fritti. La montanara era veramente fenomenale. Ho scoperto da poco questo antipasto campano e sta diventando uno dei miei preferiti nelle pizzerie che lo propongono. Per i fritti ci sono arrivati dei crocchè di patate, degli arancini al ragù e una frittatina di bucatini, tutto comodamente già diviso. So che starete pensando “che pesantezza” e invece voglio rassicurarvi, nonostante l’abbondanza di fritto era tutto cotto magistralmente e il fritto non è risultato per nulla pesante.



Arriviamo al pezzo forte ora: le pizze! Di seguito le nostre ordinazioni:

Martina ha ordinato una margherita classica, ottima nella sua semplicità!

Io ho scelto la margherita gialla, con i pomodorini gialli invece che il classico rosso. Era la prima volta che provavo questa variante e mi è piaciuto molto il sapore del pomodoro giallo.


Teo e Antonio hanno invece scelto la “Margherotta” una margherita con ‘nduja di Spilinga e cacio ricotta grattugiato sopra. Questa pizza aveva un sapore molto più deciso, la ‘nduja era bella saporita e piccante così come deve essere, promossa anche questa, solo per i palati più coraggiosi.

Una nota lodevole per l’impasto, la digeribilità è stata del 100% nonostante anche gli antipasti fritti. Durante la serata non abbiamo avuto sete, insomma davvero una buona pizza.

Gastronauti’s tips & tricks: come per Pescaria  tutto il clamore intorno a questa pizzeria è, a mio parere, totalmente giustificato. Il giudizio è stato positivo, come da Pizzium, sono uscita avendo davvero gustato una buona pizza. La nostra cena con anche birre e caffè è costata 25€ a testa, le pizze in generale sono attorno ai 10€. DA PROVARE? Il Gastronauta dice: come recita lo slogan di Da Zero, “A mangiarla Da Zero la pizza non è solo una pizza”, quindi… cominciate Da Zero!

martedì 24 ottobre 2017

Una cena a colori decisi

Where: La maniera di Carlo, via Rasori 12, 20100 Milano
Who: Sara e Tonio
What: Cena gourmet con Delizialy

Ciao Gastronauti, oggi vi raccontiamo un’esperienza molto gourmet che abbiamo voluto provare sfruttando un’occasione proposta da Delizialy. Lo chef Francesco Germani, che forse qualcuno di voi conosce per la partecipazione a Top chef, ha questo ristorante in una vietta residenziale dietro Pagano. 
Il menù della serata aveva come tema “alchimie di colori” ed ogni piatto rappresentava un colore, ma andiamo con ordine! Mi è piaciuto molto lo stile del locale, raccolto, pochi tavoli, apparecchiatura minimal ma curata.




La gentilezza del cameriere ha regnato sovrana tutta la sera e anche lo chef è spesso uscito a chiacchierare fra i tavoli, questo è possibile perché il locale come vi accennavo è raccolto ed intimo, offre una cucina a vista che fa sentire parte dell’insieme.
Siamo partiti con un bicchiere di prosecco e con gli amouse bouche offerti dalla casa: creme brûlé di cipolla con zucchero caramellato, la caprese destrutturata a forma di pomodorino, dei ravioli di rapa con rafano, un rapanello fermentato e dei carinissimi panini vegetariani con crema di peperoni. Tutto molto sfizioso, molto particolare la caprese e molto gustosi i panini.





Abbiamo poi proseguito con un altro antipasto: la pappa al pomodoro racchiusa in una foglia di radicchio con latte cagliato e crauti, un antipasto dai sapori più classici molto ben presentato ed eseguito.


Dopo questi antipasti è iniziato il menù proposto da Delizialy, il primo colore era l’arancione, ed è arrivato un anello di zucca marinata servito con crema di mango e passion fruit, bergamotto e polline. Un gusto particolare dove il dolce era preponderante e si mischiava all’aspro del bergamotto. Interessante la croccantezza della zucca marinata, mai provata in questa variante.


Il secondo colore era il viola, e ci è stato servito del calamaro al campari con crema di rabarbaro. Il sapore del calamaro non saprei descrivervelo, sarà che amo i gusti amari ma questo piatto ha fatto centro nel mio palato.


Abbiamo proseguito con il verde e sono arrivati dei ditalini con 15 erbe aromatiche, molto buono il pesto di erbe, peccato solo che la pasta fosse un po’ troppo al dente.


Per il secondo è arrivato il colore bianco: baccalà in oliocottura con salsa di cioccolato bianco, cocco e cavolfiore. Questo è stato forse il piatto più azzardato, il dolce contrastava il salato del baccalà, ma sarà che non amo il cocco e quindi questo piatto per il mio palato è risultato “troppo”.


Ed eccoci alla dolce conclusione della cena, insieme alla pappa al pomodoro è stato il piatto che ho apprezzato di più, siamo al colore marrone: aria di caffè, cioccolato, miso, nocciole e fonduta di cioccolato versata live dal cameriere. Non aggiungo altro, sublime! Come anche superba la piccola pasticceria offerta insieme al caffè: nota di merito per il mezzo maccherone soffiato con crema di camomilla, una chicca!



La cena è stata accompagnata da uno dei due vini consigliati, il bianco Zibibbo 2016 Solidea.

Gastronauti’s tips & tricks: che dirvi non è sicuramente una cena per tutti i giorni, per capirci siamo nella situazione dove il cameriere vi riempie il bicchiere di vino quando si svuota. E’ un ristorante ricercato per le occasioni speciali, sul sito è indicato che è presente anche un menù degustazione ma senza prezzi. Noi abbiamo sfruttato il menù studiato apposta per Delizialy acquistandolo ad un prezzo scontato di 58€ a persona. Ripeto, non da tutti i giorni, ma la cura nel dettaglio di ogni singolo piatto, soprattutto nella presentazione, è stata davvero ammirevole. Alcuni piatti mi hanno convinto, altri sono stati un po’ troppo estremi per me, quindi onestamente non penso ci tornerei, ma nel complesso sono rimasta soddisfatta dell’esperienza di questa cena. Come amo ripetere ogni tanto bisogna concedersi dei regali. DA PROVARE? Il Gastronauta dice “Se siete degli amanti del rischio, dei sapori decisi e volete stupire qualcuno, sapete dove andare!”

mercoledì 18 ottobre 2017

Anche a Milano... Volemose Bene!

Where: Volemose bene, Via della Moscova 25, 20121 Milano
Who: Sara & Anto, Pessy & Serena, Teo & Martina
What: tipico romano
Why: cena in compagnia
Ciao Gastronauti, oggi vaghiamo con la mente a Roma rimanendo a Milano. In un sabato sera torrido di quest'estate abbiamo deciso di sfidare il caldo e di provare questo ristorante che propone cucina tipica romana. Il locale è in via della Moscova, zona ottima anche per il post cena. Il ristorante è piccolino e già da fuori fa respirare un’aria rustica da osteria che personalmente adoro.



Arrivati i menù abbiamo deciso ognuno la sua portata principale e abbiamo poi concordato di dividerci qualche antipasto. Abbiamo quindi assaggiato la porchetta di Ariccia e il misto di fritti “de nonna” (3 porzioni). Il fritto è composto da carciofi alla giudia, supplì, crocchette e patate al velo.



Già dagli antipasti si nota che le porzioni sono belle abbondanti e, anche le altre portate, hanno seguito questo andazzo! Di seguito alcune delle nostre scelte.


Io e Teo abbiamo scelto la cacio e pepe, uno dei miei primi romani preferiti. La scelta è stata azzeccatissima, cremosi, saporiti e gustosi. 


Tonio ha scelto un altro primo piatto classico, l’amatriciana. Anche la sua dose era notevole, saporita, ben condita e… goduriosa!
Il resto si è lanciato invece sulla carne, Serena ha preso una tartare volemose bene, Pessy un tagliata zola e radicchio e Martina i classici saltimbocca alla romana.



La nostra cena è stata accompagnata da due bottiglie di Syrah. Io non ce l’ho proprio fatta a prendere il dolce, i maschietti hanno ordinato invece un tiramisù e due tartufi. Abbiamo poi chiuso in bellezza con il classico caffè.

Gastronauti’s tips & tricks: il locale è molto alla buona, sul tardi viene anche messa la musica con classici italiani/romani che invita alla “cantata de gruppo”. Insomma, un posto perfetto per andare con gli amici, mangiare con gusto spendendo il giusto; la nostra cena è infatti costata poco più di 30€ a testa (ricordatevi la doppia bottiglia di vino). I primi, come da buona tradizione romana, sono veramente degni di nota! unico neo: il locale ha le luci moooolto soffuse, sicruamente creano atmosfera, ma personalmente, un filo di luce in più non guasterebbe. DA PROVARE? Il Gastronauta dice “se avete voglia di una buona mangiata romana, cosa aspettate?