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mercoledì 10 gennaio 2018

Rigatoni con gamberi, crema di zucchine e pomodorini

Gastronauti, oggi vi propongo una ricetta molto semplice nella preparazione. Nella sua semplicità accontenterà i gusti di tutti i commensali. Andando al mercato mi è venuta voglia di gamberi freschi ed ecco qui cosa ne è uscito! 

Ingredienti per 2 persone:
·         Gamberi freschi
·         160g di pasta (nel nostro caso rigatoni)
·         1 zucchina
·         Pomodorini ciliegino

Procedimento:
Il primo step è pulire i gamberi, lo so che state già storcendo il naso, ma è un’operazione molto semplice! Il gusto dei gamberi freschi non è paragonabile a quelli surgelati o già cotti. Quindi si stacca prima la testa del gambero, poi si toglie il carapace intorno e infine si puliscono dal filetto nero interno.
Iniziate a mettere a bollire l’acqua per la pasta e nel frattempo tagliate una zucchina a fettine sottili, mettetela in una ciotola piena d’acqua e fatela andare 10 minuti in microonde. Così facendo velocizzerete di molto la cottura.
Dopodiché, preparate una padella con un goccio d’olio, mettete i pomodorini ciliegino tagliati a metà e metà delle zucchine a fettine. L’altra metà delle zucchine frullatela con un minipimer per ottenere una crema. Aggiungete quindi nella padella i gamberi e la crema di zucchine. Fate andare finchè i gamberi non saranno cotti e poi spegnete.


Una volta che la pasta sarà cotta, aggiungetela nella padella con il condimento e un pochino di acqua di cottura e fate saltare un po’ insieme il tutto per amalgamare ben bene.
Et voilà il pranzo è servito!




mercoledì 20 dicembre 2017

La cucina creativa di 28 Posti

Where: 28 Posti, via Corsico 1, 20144 Milano
Who: Sara e Tonio
What: Cena gourmet con Delizialy

Ciao Gastronauti, oggi vi portiamo in una traversina di Via Vigevano ospiti dello chef Marco Ambrosino. Il locale prende il nome di 28 Posti, come i coperti che offre. I ragazzi che lavorano sono tutti di provenienza isolana, Sardegna e Procida nello specifico, e cercano di mettere la loro terra nei piatti con una buona dose di modernità.
L’ambiente è molto accogliente, tavoli in legno, luci calde, e mette subito sentire a proprio agio.



Il menù Delizialy era intitolato “Contrasti mediterranei” e siamo quindi partiti con “un giro nel Mediterraneo”. Sono arrivate al tavolo una serie di mattonelle contenenti diversi assaggi. Ci è stato spiegato l’ordine di partenza: le fialette contenevano un liquido con erbe aromatiche e agrumi; poi era il turno del crostino a forma di corallo; si proseguiva con l’oliva che non era un’oliva, e infine si concludeva con la cremina da leccare direttamente dal sasso su cui era appoggiata e con un saporito macaron alla pasta di acciughe.


L’elemento ludico è stato molto piacevole e divertente, ci ha subito coinvolti e trascinati all’interno della degustazione. Tra questi ho gustato molto il corallo e l’oliva. Quest’ultima aveva una consistenza davvero particolare, sembrava un cioccolatino ripieno. Perdonatemi ma non riesco a dirvi con la stessa precisione delle cameriere tutti gli ingredienti, oli e salse, però fidatevi: tutto squisito!
E’ poi arrivata un’altra entrée: lenticchie con spuma all’alloro. Anche in questo caso l’abbinamento tra i sapori è stato molto azzeccato.


Nell’attesa degli antipasti è arrivato il pane fatto in casa accompagnato da burro e polvere di cipolla bruciata, l’altra variante di pane era con semi di finocchio e acqua acidula.


Eccovi finalmente i due antipasti che rappresentavano le prime due vere portate della degustazione:
foto verde
Rapa e lattuga alla brace, mandorla, lime, tartufo. L’intingolo era delizioso e si sposava molto bene con le verdure croccanti.


Questo è stato il mio piatto preferito della serata: ostrica, rabarbaro, aceto di riso affumicato, salmoriglio fatto a granita. Le diverse consistenze e l’abbinamento di sapori con l’ostrica sono stati notevoli!


E’ stato il turno del primo piatto: pasta mista di Gragnano, pistacchio, pomodoro secco, finocchio di mare in conserva. Questo piatto aveva sapori più classici ma sempre magistralmente abbinati tra loro.


C’è poi stata la pancia di maiale con menta, enogarum e crema di cavolfiore. Questo piatto è stato forse il più classico tra quelli mangiati, molto buona la crosticina del maiale.
E’ arrivato il momento dei dessert, anche in questo caso non c’è stato nulla di banale. C’è stato un pre-dessert: shiso a gelato con sale, olio e alloro. E’ poi arrivato il dolce vero e proprio, che in realtà dolce non era: cioccolato, noccioli di oliva, funghi secchi con gelato di lamponi fermentati. Questo piatto è stato l’unico che non ci ha convinto, un po’ troppo estremo e troppo forte il sapore dei funghi.



In attesa del caffè è stata poi offerta la piccola pasticceria: cioccolatino al latte con alga, sorbetto di melone e meringa al gelsomino. Molto buoni! Sorprendente la meringa.
Foto dolci
Abbiamo accompagnato la nostra cena con una bottiglia di Soave.

Gastronauti’s tips & tricks: non è stata certo una cena banale! Tutti i piatti sono studiati, pensati e presentati con cura. I sapori sono particolari senza però essere troppo estremi come da La Maniera di Carlo (metti link). Se volete un consiglio io vi suggerisco di provare la degustazione (sul sito 28 posti i numeri di portate e i prezzi). Grazie a Delizialy abbiamo scoperto un nuovo ristorante che è balzato nella mia top list di Milano. DA PROVARE? Il Gastronauta dice “Volete regalare una cena speciale? Questo è il posto giusto per cenare in maniera ottima, divertendosi e immergendosi in un mondo di sapori nuovi, non scontati e ben azzeccati.”

La pizza di Capuano’s

Where: Capuano’s, Via Londonio, 22, 20154 Milano
Who: Sara & Anto, Teo & Martina
What: Pizza

Ciao Gastronauti, oggi torniamo sul tema pizza! Ormai anche a Milano si stanno facendo strada nomi noti nel territorio campano, ed eccone un altro di questi “vip” della pizza che ha aperto la sua sede Milanese. Siamo in zona Sempione, da Capuano’s. 

Il locale è molto carino esteticamente, mattonelle bianche e verdi, piccoli tavolini in marmo, mi ha ricordato una little Italy americana!

Ma veniamo a noi, anche questa volta abbiamo deciso di iniziare con un antipasto di fritti misti. Ne abbiamo prese due porzioni. Il piatto “Capuano’s gran fritto Napoli” conteneva crocchè di patate, arancini di riso, zeppoline alle erbe e montanare partenopee. Il piatto era molto gustoso, non dei più leggeri ma si sa, il fritto è sempre fritto.


Per le pizze abbiamo scelto diverse opzioni. Io ho voluto lanciarmi su un classico napoletano che non avevo mai provato: la “Lasagna”. Pizza con salsa di pomodoro di San Marzano, ricotta, provola e polpettine di carne di vitello. La pizza era davvero molto gustosa, un bell’abbinamento di sapori.


Martina ha scelto invece una Margherita a cui ha fatto aggiungere prosciutto cotto e olive. Margherita bene eseguita, i classici sono sempre un banco di prova!


Come sempre Teo e Antonio hanno scelto la stessa pizza, la calabrese, pomodoro, fiordilatte, spianata piccante calabrese, grana e basilico.


Gastronauti’s tips & tricks: anche questa pizzeria rientra tra quelle dove non si può prenotare, o meglio, le prenotazioni vengono accettate fino alle 20, dopodiché c’è la lista d’attesa. Noi siamo andati di venerdì e quindi abbiamo aspettato un bel po’, nell’attesa vengono però offerte le zeppoline alle erbe. L’ambiente è molto caldo e accogliente e i proprietari ci sanno fare! La sensazione è quella di aver mangiato una buona pizza preparata con attenzione. La notte un po’ di sete si è fatta sentire, ma spesso abbondare con i fritti fa questo effetto! DA PROVARE? Il Gastronauta dice “se volete gustare a Milano una pizza con la P maiuscola, anche qui è d’obbligo una tappa!”

mercoledì 29 novembre 2017

La cucina Trentina a Milano

Where: La taverna della Trisa, Via Francesco Ferrucci, 1, 20145, Milano
Who: Sara e mamma di Sara
What: cucina trentina

Ciao Gastronauti, oggi vogliamo raccontarvi di una cucina tipica regionale italiana. Se vi ricordate, vi abbiamo parlato della cucina romana di Volemose Bene, di quella del Nord-Est di MOT, e oggi è il turno di quella trentina di La Taverna della Trisa.

Il ristorante da fuori fa fatica a essere notato, ma appena entrati, troverete un’atmosfera molto elegante, curata e accogliente, così come anche il servizio ricorda i ristoranti di altri tempi, la gentilezza prima di tutto. 


Vi anticipo che, se come noi non siete esperti di cucina trentina, il menù vi richiederà un’occhiata approfondita. Dopo aver chiesto qualche informazione al cameriere abbiamo scelto di ordinare un antipasto e un primo a testa. Di secondo erano presenti molte scelte di carne, cervo, oca e anche alcune scelte di pescato (di lago o fiume). Eccovi le nostre scelte:


Io ho scelto di iniziare con “Stofìss en te la zangola” cioè stoccafisso mantecato alle noci, con verze glassate su sfoglia calda di polenta di mais. Piatto molto saporito dove il freddo del baccalà si sposava bene con la polenta calda e le verze accompagnavano il tutto egregiamente.


Mia mamma ha invece scelto “Piatt de’na festa a ceco Bepe”, cioè foie gras d’anatra al ginepro nano, testa di porcino grigliata con radicchio della valsugana e speck croccante. Ho assaggiato anche questo piatto, molto buono!

Abbiamo poi proseguito con dei primi piatti che ci siamo divise:


“Ciaroncie de poina a l’anerla” ravioli di ricotta di capra al sugo d’anatra con i suoi fegatini e cavolo cappuccio stufato al profumo di pino mugo. I ravioli erano deliziosi, a partire dalla pasta e dal ripieno fino al condimento. Il burro si sentiva, ma d’altronde nella cucina montanara non s può farne a meno!


La nostra seconda scelta sono stati i canederli di pane e zucca, conditi con speck sfilacciato e formaggio casolet fuso con semi di papavero. Piatto più saporito e dal sapore più intenso. Molto buono lo speck e abbiamo inoltre apprezzato questa variante di canederli con la zucca.

Ci siamo lasciate lo spazio per il dolce e abbiamo scelto un semifreddo al caffè d’orzo con crema di nocciole e una bavarese di castagne con salsa al moscato.



Abbiamo accompagnato la cena con mezzo litro di vino rosso della casa e abbiamo concluso con due caffè.

Gastronauti’s tips & tricks: questo è un Ristorante con la R maiuscola, ci sono le tovaglie e non le tovagliette, il cameriere vi prenderà le giacche all’ingresso, non è quindi un posto alla buona dove andare tutti i giorni. Va da sé che anche il prezzo non è da tutti i giorni, il conto sarebbe stato di circa 45/50€ a testa ma qui è possibile usare lo sconto fedeltà di the Fork dato dagli YUMS. E’ una cucina che a me piace molto, la consiglio più per la stagione autunnale e invernale dato che i piatti sono belli conditi e con ingredienti ricchi di sapore. DA PROVARE? Il Gastronauta dice “Non sarà come essere davvero in Trentino, ma se volete provare un’autentica cucina trentina a Milano sapete dove andare!”

venerdì 17 novembre 2017

La taverna degli amici


Where: La taverna degli amici, Via Spartaco, 4, 20135 Milano,
Who: Sara, Antonio, Silvia e Ema
What: una mangiata di carne
Why: cenetta in compagnia
Oggi i Gastronauti vi raccontano di un posticino scoperto un po’ per caso. Chiacchierando con un amico è stato nominato questo ristorante che non conoscevo, e ho voluto proporlo ai nostri compagni di forchetta ufficiali Silvia e Ema.
Il locale è molto alla buona, ma comunque arredato con cura. E’ il classico ristorante dove il proprietario e tutto lo staff sono molto gentili e accoglienti, è arredato con panche e tavoli di legno che danno una sensazione di calore. Il ristorante è suddiviso su più piani e sale, anche di grandi dimensioni, si presta quindi bene anche a tavolate di amici.
Arrivato il menù abbiamo impiegato un po’ di tempo a scegliere data la grande varietà presente. Ci era stato detto che la carta vincente è la carne. Abbiamo quindi preferito cominciare dividendoci solo una selezione di sei tipi di formaggi per lasciare spazio al piatto forte. I formaggi erano tutti molto buoni, da quelli più delicati ai più saporiti.

Abbiamo poi proseguito con strade diverse, Ema ha preferito assaggiare un primo e tralasciare la carne, ha quindi provato i ferretti con sugo e ‘nduja. Un piatto molto saporito, condito in abbondanza che l’ha soddisfatto, ha fatto una scarpetta molto accurata J


Io e Silvia abbiamo scelto un filetto di scottona chiedendo una media cottura e accompagnandolo con un’insalata di pomodori, cipolla di tropea e origano. La carne era tenerissima, la cottura giusta e di ottimo sapore.


Antonio ha proferito una costata bavarese, la consistenza era ovviamente più dura del filetto e anche il sapore più deciso. Lui ha scelto un contorno di semplici verdure grigliate. Anche la sua scelta l’ha soddisfatto.

Ci siamo lasciati uno spazietto per il dolce, ne abbiamo presi 3 da dividerci in 4, un tiramisù, una torta cioccolato e pistacchio e una cioccolato e lampone. Le fette sono molto abbondanti quindi sono risultate un po’ impegnative ora della fine.

Abbiamo concluso con i caffè e ci sono stati gentilmente offerti gli amari.

Gastronauti’s tips & tricks: pur essendo un locale alla buona, la qualità della carne è davvero ottima. Il mio consiglio è di concentrarvi solo su quella, e tralasciare piuttosto antipasti e dolci. Noi con un antipasto diviso in 4 e il piatto principale di carne eravamo sazi! Il prezzo è onesto soprattutto rapportato alla qualità della carne, per quello che vi ho descritto abbiamo speso 65€ a coppia. Poi non so voi, ma i locali che offrono gli amari per me già guadagnano punti! DA PROVARE? Il Gastronauta dice “se volete fare una cena con amici in tranquillità mangiando dell’ottima carne sapete dove andare!”